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Catania

Catania, la seconda città più grande della regione siciliana dopo Palermo, deve la sua unicità alla posizione strategica tra il mare e il monte Etna. La città e la sua storia sono state e sono tutt’oggi fortemente influenzate dalla presenza dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, che con i suoi 3.323 metri d’altezza sembra guardare dall’alto la provincia e controllare la vita dei cittadini catanesi.

Le eruzioni d’“a muntagna”, come viene chiamata dai siciliani, hanno più volte raso al suolo la città e i paesi alle pendici del vulcano. Questi si sono sempre dignitosamente rialzati e sono tornati a vivere ancora più forti di prima. Come se le eruzioni del Mongibello – altro nome dell’Etna - non bastassero, Catania è stata quasi totalmente distrutta anche dal terrificante terremoto del 1693, terremoto che danneggiò fortemente altri 25 centri del versante sud-orientale dell’isola, il cosiddetto Val di Noto, zona poi ricostruita nello stile del Barocco siciliano.

Nel processo di recupero della città un ruolo fondamentale è stato svolto dall’architetto Giovanni Battista Vaccarini, il quale ha dato a Catania un nuovo aspetto, caratterizzandola con il colore nero della lava, utilizzata per la costruzione di chiese, strade, marciapiedi, ponti ed edifici vari. Catania, per questo nota nei Paesi germanofoni anche come “die schwarze Tochter des Ätna”, nonostante il prevalere della pietra nera, non appare affatto cupa agli occhi dei turisti e dei suoi abitanti.

Altrettanto importante quanto l’Etna per la storia della città di Catania e la vita dei suoi abitanti è la figura di Sant’Agata, oggi patrona della città. Ad Agata, avendo questa nel III secolo rifiutato di sposare il proconsole Quinziano, fu strappato il seno e venne poi martirizzata. Un anno dopo la sua morte, in occasione di una forte eruzione che arrivò fino a Catania, alcuni fedeli andarono in chiesa, presero il velo di Agata, lo misero davanti alla colata lavica per bloccare la lava e salvare la città. È durante i tre giorni della festa di Santa Agata in febbraio che è possibile vedere da vicino la particolarità di Catania e dei catanesi.

Catania, con il suo elefante – u liotru -, la pescheria, via Crociferi, il Duomo, non è l’unico centro degno di nota di questa provincia. Meritano altrettanta attenzione Acitrezza e Acicastello, paesi della Riviera dei Ciclopi, Caltagirone, capitale della ceramica, e i numerosi paesini alle pendici dell’Etna, ognuno unico nel suo genere.

A rendere interessante questa provincia sono anche la cucina, che mostra le tracce dei diversi popoli che nella storia l’hanno occupata, e il carattere dei catanesi, popolo esuberante e dal comportamento quasi teatrale, dinamico, come dinamica è Catania stessa, città che non dorme mai.

Un viaggio attraverso la provincia catanese può aiutarci a comprendere l’unicità di questa città e il modo di pensare di un popolo che ad alcuni potrebbe apparire strano, se si considera che è felice di vivere alle pendici di un vulcano in continua attività eruttiva e che non cambierebbe questo luogo con nessun altro al mondo.