017

Modena

Modena, città storica e universitaria, nel cuore dell’Emilia-Romagna, è una città da scoprire passeggiando sotto i portici, o pedalando lungo il percorso degli antichi canali scomparsi, oppure facendo la spesa alla vecchia maniera, nella bellissima struttura liberty del Mercato Alimentare Albinelli, dove fruttivendoli, macellai, panettieri e salumieri mettono in bella mostra i loro prodotti all’ombra della torre medievale. A differenza di città-museo, affollate di turisti, Modena offre la possibilità di vivere e sentire l’Italia più autentica ad ogni angolo.

Modena, piccola grande città. Unica. Con il suo grande patrimonio artistico, artigianale, industriale ed umano, Modena è terra di eccellenze: Enzo Ferrari, Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Massimo Bottura... nomi illustri che ci raccontano il popolo modenese: fantasioso e pragmatico, volitivo, ingegnoso, solido, rotondo, positivo, buongustaio, amante del bello e delle arti...
Una città antica e contemporanea. In centro storico le piccole botteghe di orefici, celebri liutai, restauratori, sarti, e in periferia e fuori città, le grandi industrie di fama mondiale: Ferrari, Maserati, Tetra Pak, Panini Figurine, New Holland, Lamborghini, Zonda... E ristoranti pluristellati e chef di fama internazionale con le loro preziose creazioni, accanto a osti panciuti e simpatici, che propongono la cucina tradizionale e gli allegri vini locali con semplicità.

Modena e le tinte ambrate dei palazzi storici. Modena e la Sala del Fuoco del Municipio. Modena e l’imponenza barocca del Palazzo Ducale. Modena e la bellezza raccolta delle tante chiese. Modena, Piazza Grande e il suo Duomo romanico. Modena, patrimonio dell'umanità.

«Il Duomo di Modena è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco, un riconoscimento che merita di essere non soltanto applaudito, ma soprattutto descritto e rappresentato. Di certo questa è un'opera d'arte straordinaria, ma in Italia di monumenti di grande valore ne esistono a migliaia. E allora cosa distingue questo capolavoro e lo rende unico, inarrivabile nel mondo intero? Esattamente, oltre la magnificenza dell'architettura e delle decorazioni scultoree, la sua storia e ciò che rappresenta. Il Duomo di Modena è un libro di pietra, ed è anche qualche cosa di più della Biblia pauperum, cioè una bibbia dei poveri, come la definivano i romantici dell'Ottocento. Questa è la bibbia di un popolo sulla quale è scritta un’epopea dedicata alla presa di coscienza di una intera comunità; non solo nel senso di popolazione, ma di collettività nella quale sono rappresentate tutte le classi, a partire dalle più umili, che hanno dimostrato di sapersi rendere libere e guadagnare il diritto di contare anche come individui attivi.» (Dario Fo)

Il Duomo si trova in Piazza Grande, il cuore della città. È stato costruito nel 1099, quando Modena era un libero comune all’interno del Sacro Romano Impero Germanico. La cattedrale è dedicata a San Geminiano, vissuto nel IV secolo, patrono di Modena, che, secondo la leggenda, ha salvato la città dalla discesa degli Unni e dal temutissimo Attila. Molti artisti hanno lavorato al Duomo; i più importanti sono l’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo. Wiligelmo e Lanfranco sono i primi artisti medievali di cui conosciamo il nome: tutte le chiese più antiche sono state progettate e costruite da artisti anonimi.
Il campanile, chiamato Ghirlandina, è stato costruito nel XIII secolo in stile romanico-gotico. Le sculture raccontano episodi biblici; il popolo analfabeta, osservando le meravigliose formelle, poteva conoscere il Vecchio Testamento.

Il Duomo di Modena, massima creazione del genio medioevale e massima espressione dello stile romanico è comparabile ad un libro di pietra, luminoso ed immenso nella sua umile bellezza. Rivestito di marmo bianco, riflette la luce e i colori della città: ogni giorno è diverso, ogni giorno racconta nuove storie e fa ascoltare la sua voce forte e pura. Leggende, racconti, favole … il Duomo non si stanca mai di parlare, con il suo linguaggio universale fatto di sculture e potenti immagini. L’anno Mille è tutto lì: noi che l’abbiamo sempre immaginato come secolo buio, eccolo che si presenta in tutta la sua suggestiva espressività, magia e luce. Le pietre della cattedrale parlano dell’ingegno e dell’umile saggezza di un’intera comunità che ha voluto celebrare, con la costruzione di questa imponente opera, l’indipendenza e la libertà conquistate. Il popolo di Modena ha cercato tra le rovine dell’antica Roma disseminate sulla Via Emilia, il marmo necessario per la costruzione; reperti romani riportati a nuova vita, scolpiti da abili scalpellini e ricomposti sotto la guida di un architetto geniale e la creatività di uno scultore estremamente moderno e talentuoso.

Che emozione perdersi tra le figure della cattedrale...! Eva e Adamo: dall’Eden alle campagne emiliane. Abele e Caino: la ferocia della gelosia. L’Arca di Noè: allegoria di fede, salvatrice ed imponente. Le gesta di re Artù, i personaggi di Esopo, gli acrobati, gli attori, gli artigiani e i contadini, rappresentati nelle loro quotidiane fatiche … la vita in tutta la sua espressione e la sua forza. Fabbri, scalpellini, musicisti, danzatori … una grande sequenza di arti e mestieri scolpiti sul duro marmo che da più di mille anni ci ricordano tutti quegli uomini e tutte quelle donne che col loro lavoro hanno dato forza e prestigio al fiorire della nuova città.