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Luigi Pirandello

In occasione del centocinquantenario della nascita (1867-2017) di Luigi Pirandello, per ricordarne la produzione letteraria, approfondirne la conoscenza e celebrarne il genio, sono state organizzate quest’anno innumerevoli iniziative in tutto il mondo.
Nato ad Agrigento e impostosi sul piano internazionale, in particolare grazie alla sua rivoluzione teatrale, Pirandello – premio Nobel per la letteratura nel 1934 – rappresenta uno dei maggiori scrittori e drammaturghi italiani del Novecento. Per conoscere meglio alcune tappe del suo percorso biografico e potersi soffermare su diversi brani tratti da sue opere narrative e teatrali il comitato locale della Società Dante Alighieri organizza una serata dedicata al tema

Luigi Pirandello: un ritratto tra vita e scrittura
Quando? Giovedì 14 dicembre 2017 alle 19:00
Dove? Musil-Haus Klagenfurt, Bahnhofstrasse 50

Nach dem Vortrag bitten wir zu einem vorweihnachtlichen Beisammensein bei Wein, Prosecco und Panettone in die Räume der Dante Alighieri Gesellschaft (Gasometergasse 12).

Chi è Luigi Pirandello? Quali sono le tematiche principali rintracciabili nella sua opera? Quali personaggi ne consacrano la fama? Perché la sua produzione letteraria conosce una diffusione straordinaria anche fuori dal territorio nazionale? Partendo da queste e da altre domande, si traccerà un ritratto dell’autore, considerato da molteplici punti di vista in un intreccio di angolazioni complementari tra vita vissuta e pagina scritta.
In preparazione all’incontro si propone qui di seguito un breve passaggio di un frammento autobiografico che sarebbe stato dettato nel 1893 dal giovane scrittore a un suo amico e da questi in seguito pubblicato su una rivista.

«... Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierì fortemente nella Sicilia. Quella campagna, però, porta scritto l’appellativo di Lina, messo da mio padre in ricordo della prima figlia appena nata e che è maggiore di me di un anno; ma nessuno si è adattato al nuovo nome, e quella campagna continua, per i più, a chiamarsi Càvusu, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xáos.
Mio padre è proprietario di una ricca miniera di zolfo, quindi avrebbe voluto che io mi dedicassi agli studii di commercio. Fui collocato perciò nelle scuole tecniche di Girgenti; ma tutti quei numeri, tutte quelle regole, tutto quel rigido ordine matematico, ripugnavano al mio animo impaziente ed avido di completa libertà. Avvenne perciò che dopo compiuta la seconda classe tecnica e riescito, non so come né perché, a superare gli esami di luglio, dissi a mio padre che ero stato rimandato nell’aritmetica; non poter quindi recarmi con la famiglia in campagna ed essere costretto a passare le vacanze a Girgenti per istudiare e riparare il mancato esame.
Mio padre lasciò correre; ed il danaro che doveva spendersi per la ipotetica lezione di matematica, servì invece per una vera lezione di lingua latina, perché io desideravo tanto di essere ammesso in ginnasio ed anche di saltare la prima classe. Tutto andò bene, secondo i miei desiderii e ad ottobre riuscii ad ottenere la regolare ammissione nella seconda classe ginnasiale. Il babbo non guardava tanto pel sottile in fatto dei miei studii: seppe che non perdevo un anno, fu contento, lontano le mille miglia dall’immaginare la mia marachella.
Frequentai i primi due mesi nel ginnasio senza alcuna preoccupazione. Ma ben presto fui tradito da una circostanza da nulla. Se mio padre non si occupava molto pel minuto del progresso dei miei studii, doveva, purtroppo, firmare la pagella scolastica ogni due mesi. Ma io non ne avevo alcuna, perché al ginnasio non se ne davano, come alle tecniche; sicché... riuscii a passarla liscia, dopo il primo bimestre, inventando spudoratamente cervellotiche ragioni che il babbo, alla meglio, accettò per buone.
Ma ben presto stava per iscadere il secondo bimestre: e innanzi all’idea di essere scoperto e giudicato da mio padre, affettuoso in genere, quanto terribile nell’ira, fui preso da un tale spavento, che, dopo aver proposto e scartato varie soluzioni, non trovai altro rimedio che fuggire da casa, fuggire da Girgenti […]».

Da: Luigi Pirandello: “Frammento d’autobiografia”. In: Saggi, poesie, scritti varii, a cura di Manlio LoVecchio-Musti, Milano, Mondadori, 1977, pp. 1281-1282.

Le vicende dell’autore ovviamente continuano con varie interessanti tappe di quello che egli, in altra sede, definisce il suo «involontario soggiorno sulla terra».

Per saperne di più, Vi do appuntamento al 14 dicembre, sperando di poterVi incontrare numerosi.

A presto!

Domelisa Cicala