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Fiume, città sulle rive del Quarnero: ieri e oggi

Situata al centro del Golfo del Quarnero, la città di Fiume – Rijeka in croato – si è sviluppata grazie al mare. Nonostante ciò il suo nome non deriva dal mare, ma dal fiume che vi scorre: l’Eneo, oggi Fiumara (croato Rječina).

Data la sua favorevole posizione geografica e la collocazione geopolitica, in questa città si sono incontrati e confrontati popoli con lingue, culture, aspirazioni e ideologie differenti, non di rado in contrasto tra loro, anche in modo drammatico, soprattutto dalla metà dell’Ottocento al Novecento. Per la sua multietnicità e la continua accoglienza di nuove culture, usanze e costumi e per l’afflusso continuo di nuova gente, Fiume continua tuttora a mante-nere la sua secolare tradizione multiculturale.

In epoca antica le coste del Quarnero erano abitate dal popolo dei Liburni. In epoca romana la città era chiamata Tarsatica, nome conservato in quello del quartiere di Tersatto (cr. Trsat), dove sorge il castello medievale e il santuario mariano. Appartenuta al regno d’Ungheria e dal 1467 agli Asburgo, Fiume divenne porto franco nel 1719 sviluppandosi notevolmente nei due secoli successivi. I commerci fiumani si estendevano su tutto il Mar Adriatico, raggiungendo le coste della Puglia e oltre. Fiume fece parte, come Corpus separatum, del Regno di Ungheria all’interno dell’impero asburgico fino alla prima guerra mondiale.

Contesa tra Regno d’Italia e Regno di Jugoslavia, tra 1920 e 1924 formò lo “Stato libero di Fiume” (Freistaat Fiume). Col Trattato di Roma (1924) la città fu assegnata all’Italia. Nel 1945 fu conquistata dalle truppe jugoslave e nel 1947 annessa alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. La maggior parte della popolazione italiana abbandonò la città fra il maggio del 1945 e il 1948, solo una parte restò e forma oggi la Comunità degli Italiani di Fiume.

Nel 1991, in seguito alla disgregazione della Jugoslavia, Fiume entrò a far parte della repubblica indipendente di Croazia.

Passeggiando attraverso la città ci si può imbattere in monumenti di età romana, medievale, rinascimentale e barocca, fino agli ampliamenti del Sette- e Ottocento e le costruzioni moderne. Una compresenza di stili ed epoche che riflette la lunga storia di questa città e le diverse influenze culturali.

A Fiume sono nati o vissuti intellettuali, uomini di cultura, scrittori, che spesso padroneggiavano più lingue: italiano, croato, ungherese, tedesco; come ad esempio Erich Vio (1910-1999) che scrisse in italiano e tedesco (Pensieri e versi, Irrwege der Freiheit, 1978). Nacquero a Fiume lo scrittore in lingua tedesca Ödön/Edmund von Horvath (1901-1938), gli scrittori di lingua croata Janko Polić Kamov (1886-1910), Slavenka Drakulić (1949-) e Robert Vrbnjak (1963-), ecc.

Tra gli scrittori fiumani di lingua italiana del secondo dopoguerra è costante la riflessione sul rapporto con la propria città natale, sia da parte di chi è rimasto, sia di chi l’ha lasciata. Tra questi vanno annoverati Osvaldo Ramous (1905–1981), Enrico Morovich (1906-1994), Ettore Mazzieri (1920-2004), Gino Brazzoduro (1925-1989), Marisa Madieri (1938-1996).

Ma lo scrittore italiano che più ha legato il suo nome alla città fu il pescarese Gabriele D’Annunzio (1863-1938), che guidò l’occupazione di Fiume (1919-1920) da parte di nazionalisti italiani, e che su tale impresa pubblicò la raccolta di scritti “La penultima ventura” (1931).

Dr. Franco FINCO
Prof. an der Pädagog.Hochschule in Klagenfurt und an der Universität in Fiume/Rijeka