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Buchpräsentationen

Giorgio Bassani

Dott. Silvia Biazzo
Freitag, 14. Oktober 2016 17:00 Uhr
Dante Alighieri Gesellschaft
Gasometergasse 12
9020 Klagenfurt

Giorgio Bassani, poeta e scrittore, nasce il 4 marzo 1916 a Bologna, dove i genitori Enrico Bassani e Dora Minerbi, si erano temporanea-mente trasferiti. La famiglia vive a Ferrara da parecchie generazioni ed appartiene all’alta borghesia ebraica.

La presenza ebraica a Ferrara precede di secoli l'istituzione del ghetto e quando viene imposto, nel 1627, vivono qui circa 1.500 ebrei. Il ghetto anche dopo la fine della segregazione, alla nascita del Regno d’Italia nel 1861, rimane il centro della vita della comunità ebraica della città. Giorgio Bassani vive un'infanzia e una adolescenza piuttosto serene nell'antica casa signorile di via Cisterna del Follo a Ferrara.

Frequenta il Liceo Classico e studia anche pianoforte: voleva diventare un musicista, ma a diciassette anni, come ricorda la sorella, smette all'improvviso di esercitarsi e si dedica anima e corpo allo studio della letteratura. Altra sua grande passione, che praticherà nel corso di tutta la vita, è il tennis. A scuola non è il migliore della classe perché è un po’ balbuziente ed ha un carattere emotivo, schivo ed introverso. Bassani racconta di questo periodo in “Dietro la porta” (1964), proprio con quella combinazione equilibrata di elementi reali e finzione romanzesca, che resterà tipica di tutta la sua produzione narrativa.

Nel 1934 si iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, infrangendo una lunga tradizione famigliare di laureati in medicina. Durante gli studi collabora con il “Corriere Padano”, dove pubblica il suo primo racconto e diversi articoli, recensioni e saggi. Il 1937 è un anno importante per la sua maturazione per-sonale, segnata dall’adesione al movimento antifascista clandestino.

Nel 1938 vengono promulgate le leggi razziali, ciò significa che insegnanti e studenti di origine ebrea sono esclusi da tutte le scuole del Regno. Le disposizioni contro gli ebrei si faranno poi sempre più restrittive fino a che, nel 1943, la cosiddetta "soluzione" del problema ebraico passerà nelle mani degli occupanti tedeschi. Nell'immediato, l'applica-zione delle leggi razziali sembra non turbare la tranquillità della famiglia Bassani, ma in Giorgio, la progressiva e sistematica emarginazione ed esclusione dalla vita civile aprirà una ferita non rimarginabile. A giugno del 1939 riesce comunque a laurearsi in Letteratura Italiana. Ormai giovane insegnante è costretto ad esercitare non presso il Liceo statale, ma nella scuola israelitica del ghetto, in via Vignatagliata. In questo periodo, l'impegno etico, che caratterizzerà tutta la sua vita, si esprime proprio attraverso l’insegnamento e la scrittura.

Nel 1940 esce con lo pseudonimo di Giacomo Marchi “Una città di pianura”. Il cognome è quello della nonna cattolica e il nome, quello di uno zio molto amato. I racconti verranno in seguito considerati dallo stesso Bassani come «una prima prova giovanile»; tuttavia significativa poiché per la prima volta Ferrara si presenta come sfondo unitario delle vicende e la città diventa un simbolo della crisi della società borghese, avvertita come decadenza di una epoca intera.

Nel maggio del 1943 viene arrestato per le sue attività antifasciste e chiuso in carcere.

Dopo la proclamazione dell’armistizio con gli Alleati (8 settembre 1943), Bassani viene scarcerato e il 4 agosto si sposa a Bologna. Decide di non tornare più a Ferrara, ormai troppo pericolosa. Avverte i famigliari di raggiungerlo al più presto a Firenze, dove si è trasferito. E’ un periodo molto duro: vive sotto falso nome, teme eventuali delatori, ma la preoccupazione maggiore è procurarsi il denaro necessario per sopravvivere.

La famiglia, rimasta a Ferrara, riesce a sfuggire ai rastrellamenti tedeschi nascosta in un arma-dio (molti dei parenti sono invece deportati a Buchenwald) e lo raggiunge a Firenze. Nel dicembre 1943 Giorgio parte per Roma, città nella quale vivrà per il resto della sua vita, senza però mai perdere i contatti con Bologna e con Ferrara.

Nel 1947 esce la seconda raccolta di poesie “Te lucis ante”. Si tratta di una svolta nella sua poetica, poiché mostra l'irruzione definitiva della storia nell'"idillio" in cui erano collocati i componimenti precedenti. L'esperienza della guerra, della carcerazione e delle persecuzioni lasciano evidenti tracce sulla sua scrittura.

Nella raccolta “Cinque storie ferraresi”, Ferrara entra definitivamente in scena come protagonista della narrazione insieme ai personaggi, le cui vicende sono quasi tutte contrassegnate dall'esperienza dell'esclusione razziale e da un profondo senso di dolore, solitudine e sconfitta.

Nel 1958 pubblica “Gli occhiali d’oro” storia parallela di due diversità, quella dell'io narrante ebreo e quella del protagonista omosessuale Athos Fadigati. Nel 1987 uscirà il film tratto dal romanzo e diretto da Giuliano Montaldo.

Nel 1962 ottiene il massimo successo editoriale, con la pubblicazione del romanzo di formazione “Il giardino dei Finzi-Contini”, scritto all'Hotel Le Najadi di Santa Marinella lontano cioè dalla sua Ferrara. L'opera rap-presenta la più completa espressione del suo mondo, sia sul piano formale e stilistico che su quello dell'esperienza morale, intellettuale e politica. Bassani racconta, sul filo della me-moria, la realtà della ricca borghesia ebraica a Ferrara durante il fascismo partendo dalla sua esperienza personale e mediata dalla sua visione poetica. Modifica nomi e luoghi, ma mantiene inalterata l’atmosfera della città estense in quel periodo, culminato con le leggi razziali. Vittorio de Sica ne farà un film dal quale però Bassani prenderà le distanze (chiese ed ottenne infatti che venisse tolto il suo nome dai titoli di coda del film).

A lui inoltre (in qualità di consulente editoriale per la casa editrice Feltrinelli) dobbiamo la pubblicazione del romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e soprattutto, in anteprima mondiale, de “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak.

E’ stato inoltre vicepresidente della RAI (incarico lasciato dopo un solo anno) e dal 1965 presidente di Italia Nostra, un’associazione per la conservazione dei beni naturali, artistici e culturali italiani. Tra gli innumerevoli premi ricevuti ricordiamo qui il premio internazionale "Nelly Sachs” per la sua opera complessiva (Dortmund, 1969), la nomina a cavaliere dell'ordine della Legion d’onore della Repubblica Francese nel 1971 e la Laurea honoris causa in lettere, al Saint'Mary's College di NotreDame nell'Indiana, ricevuta nel 1980, nella stessa cerimonia in cui viene conferita anche a Rita Levi Montalcini.

ll 1980 è anche l'anno in cui presso Mondadori viene pubblicata la versione considerata definitiva del “Romanzo di Ferrara”, composto dalla rielaborazione della sua intera opera narrativa. Gli ultimi vent'anni della vita dello scrittore sono contrassegnati più dalle onorificenze tributate all'impegno civile e letterario, dai viaggi all'estero per promuovere la cultura italiana, che non da nuove produzioni poetiche o narrative. Forse la malattia, forse l'esaurimento della vena artistica o un perfezionismo estremo lo portano a rielaborare il già scritto “all’infinito”.

Giorgio Bassani è sepolto, per sua esplicita volontà, a Ferrara, nel cimitero ebraico di via delle Vigne, a ridosso di quelle mura di cui egli stesso, come presidente di Italia Nostra, ha promosso il restauro.